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lunedì 23 novembre 2020

#21 - Nei fumetti

L'astrolabio nei fumetti

La presenza della figura dell'astrolabio nei fumetti si può trovare in diverse occasioni. Tra le case editrici più note c'è la Marvel Comics che fa comparire lo strumento in uno dei suoi fumetti. 


Questa è la copertina del fumetto Guardiani della galassia: Guardiani dell'infinito, pubblicato il 2 Dicembre 2015 ma rilasciato in Febbraio 2016. L'astrolabio si può chiaramente vedere sulla cintura del personaggio con la barba bianca, che si trova primo a sinistra nella seconda fila a partire dal basso. L'eroe dei fumetti si chiama Al-Hasan noto come Astrolabio. 

Un'altra immagine del personaggio:

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Un altro fumetto dove compare l'immagine dell'astrolabio è un fumetto dedicato a 30 donne fuori dagli schemi, che grazie alla loro bravura, al loro genio, impegno e forza, sono riuscite in imprese eccezionali o hanno fatto delle scoperte scientifiche di grande rilevanza. Sono una grande fonte di ispirazione per chiunque.
 

Titolo: Stra-Ordinarie – Vita e imprese di 30 donne decisamente fuori dagli schemi
Autrice: La Elleni
Caratteristiche: 136 pp. col, cartonato

In questa pagina viene mostrato e rappresentato l'astrolabio, in quanto la storia che viene narrata è quella di Ipazia, una matematica, astronoma e filosofa greca antica la quale progettò un astrolabio piano. 
Per maggiori informazioni su Ipazia cliccare qui.



sabato 24 ottobre 2020

#09 - Gli inventori

L'invenzione dell'astrolabio è spesso attribuita a Ipparco di Nicea, (II secolo a.C), uno dei massimi astronomi della storia. Egli conosceva il principio della proiezione stereografica che è alla base del funzionamento dello strumento. Dalla Grecia l'astrolabio si diffuse prima ad Alessandria d'Egitto dove subì delle modifiche e delle migliorie matematiche da parte del matematico Teone

Un'altra importante figura è quella di Ipazia, una matematica, astronoma e filosofa greca antica la quale progettò un astrolabio piano.  L'astrolabio progettato da Ipazia era formato da due dischi metallici forati, ruotanti uno sopra l'altro mediante un perno rimovibile: veniva utilizzato per calcolare il tempo, per definire la posizione del Sole, delle stelle e dei pianeti. Pare che mediante questo strumento Ipazia abbia addirittura risolto alcuni problemi di astronomia sferica.

Col passare del tempo l'astrolabio si diffuse in gran parte del bacino del Mediterraneo fino a raggiungere il periodo di massimo utilizzo e diffusione grazie allo sviluppo della cultura islamica. Grazie a quest'ultima vennero sviluppate diverse versioni dello strumento. Nella cultura islamica, infatti, l'astrolabio oltre alla navigazione e alla misura degli astri, venne utilizzato per la misurazione del tempo, in particolare delle ore del giorno e della notte, per tenere conto delle ore di preghiera ma soprattutto come calendario.

Si possono trovare informazioni al riguardo in questi link: 1 e 2